Berlin – Tanz im August by Nicola Campanelli

Now in its 29th edition, this Summer, like every year, Tanz im August has started.
The festival goes on for three weeks, during which some of the most interesting contemporary choreographers alternate on the major Berlin stages with thirty productions.
This year, the program is very varied and each show is very different from the other.

FOR ITALIAN VERSION SRCOLL DOWN

 

 

To a simple, rock’n’roll … song

A very nice piece is To a simple, rock’n’roll … song, a work of three acts by the Michael Clark Company.
The show opens with very technical choreography, made up of lines and precise geometries, reminiscent of Merce Cunningham’s work: Bird.
An ensemble of eight dancers perform to piano music composed by Erik Satie. They perform in canon and dance legations full of virtuosity that highlight the skill of the individual dancers. Progressively the band comes out from the stage and a very young dancer, with great naturalness and without hesitation performs a very complex solo. From there, you see a succession of choreographic passages where the dancers group in different formations until the grand finale where, again, the company is reunited on stage.
After the applause, the audience is left with the feeling that the music has been played out by the bodies of the eight magnificent performers.
The second and third acts are more playful and contemporary, accompanied by music by Patty Smith and David Bowie.
There is a different use of the floor and, in this case, shapes are only short steps from one movement to another.
The costumes are remarkable and the choice of the monochrome backdrop is firstly blue, then orange, then yellow.
At a time when shows tend to be more “experimental” and are contaminated by other forms of art, it’s great to be able to see a piece where dance is the absolute protagonist.

Facing the see, for tears to turn into the laughter

The atmosphere of Facing the see, for tears to turn into the laughter of Radhouane El Meddeb is completely different.
More than a dance show, it’s a story made of music and movements.
The protagonists of this story, appear one by one on stage, walk, meet, hug, but everyone seems to be attracted to the proscenium.
It is there, along the line that outlines the space of the action, that large, melancholic eyes, eyes full of hope and eyes deep as the sea look over the audience, beyond a wall beyond an imaginary boundary beyond the horizon.
Accompanied by piano music played by Selim Arjoun and the voice of Mohamed Ali Chebil, the performers tell stories to create a choral finale in which their tears turn into a smile.

Dark Field Analysis

Dark Field Analysis by Swedish choreographer Jefta van Dinther has a completely different flavour to it.
Two bare dancers, in the middle of an empty room, converse asking questions about their first memory.
In a short circuit of words and memories the image of the blood emerges, from which the title of the piece is taken and puts the two performers who move on the carpet between lights and sounds in contact.
Most certainly, this is a more experimental show that showcases the variety of the Festival.

Women

Sasha Waltz is also part of the program with two choreographies.
In addition to Kreatur – a piece presented at the beginning of June at the Radialsystem – for the first time the company also performed Women.
In the picturesque setting of St. Elisabeth Kirche, a group of 20 women create in an intense performance full of pathos.
Performing a dance full of symbolism, made up of undressing and archaic rituals, Sasha Waltz’s women, sitting around a triangular table – inspired by Judy Chicago’s feminist work The Dinner Party – explode in screams, crying and laughing liberation between sacred ceremonies, playful moments and Sapphic intimacy to find themselves united in a wholly feminine association.

In short, Tanz im August offers a very good assortment this year and is absolutely not to be missed!

ITALIAN VERSION

Arrivato alla sua ventinovesima edizione, anche quest’estate, come ogni anno, ha preso il via Tanz im August.
Circa tre settimane in cui si alternano sui maggiori palcoscenici di Berlino trenta produzioni firmate da alcuni tra i più interessanti coreografi contemporanei.
Quest’anno, molto vario il programma e tanto diversi gli spettacoli della rassegna.

 

 

To a simple, rock’n’roll … song

Molto bello To a simple, rock’n’roll…song, lavoro in tre atti della Michael Clark Company.
Lo show si apre con una coreografia molto tecnica, fatta di linee e di precise geometrie, che ricorda Bird di Merce Cunningham.
Sulla musica per pianoforte composta da Erik Satie, un ensemble di otto danzatori si esibisce a canone in legazioni piene di virtuosismi che mettono in luce le doti dei singoli danzatori. Progressivamente il gruppo esce di scena e sul palco resta un giovanissimo ballerino che con grande naturalezza e senza esitazioni esegue un solo molto complesso. Di lì un susseguirsi di passaggi coreografici che vedono i danzatori in diverse formazioni sino al gran finale in cui, di nuovo, la compagnia è tutta riunita sul palco.
Dopo gli applausi, resta la sensazione che la musica sia stata suonata dai corpi degli otto magnifici performer.
Il secondo e il terzo atto sono coreografie più giocose e contemporanee, rispettivamente su musiche di Patty Smith e David Bowie.
C’è un uso diverso del pavimento e, in questo caso, le forme sono soltanto brevi passaggi da un movimento ad un altro.
Notevoli i costumi e molto ben riuscita la scelta del fondale monocromatico prima azzurro, poi arancio, poi giallo.
In un periodo in cui gli spettacoli tendono sempre più alla “ricerca” e sono contaminati da altre forme d’arte, è bello poter assistere a un lavoro in cui la danza è l’assoluta protagonista.

Facing the see, for tears to turn into the laughter

Assolutamente diversa è l’atmosfera di Facing the see, for tears to turn into laughter di Radhouane El Meddeb.
Più che uno spettacolo di danza, un racconto fatto di musica e movimenti.
I protagonisti di questa storia, compaiono ad uno ad uno sul palco, camminano, si incontrano, si abbracciano ma tutti sembrano essere attratti verso il proscenio.
È lì, lungo la linea che demarca lo spazio d’azione, che occhi grandi e malinconici, occhi pieni di speranza e occhi profondi come il mare guardano oltre il pubblico, oltre un muro, oltre un confine immaginario, oltre l’orizzonte.
Accompagnati dalla musica suonata al pianoforte da Selim Arjoun e dalla voce di Mohamed Ali Chebil i performer raccontano delle storie per arrivare a un finale corale in cui le lacrime si tramutano in sorriso.

Dark Field Analysis

Ancora un altro sapore ha Dark Field Analysis del coreografo svedese Jefta van Dinther.
Due danzatori nudi, al centro di una sala vuota, conversano, facendosi domande sul loro primo ricordo.
In un cortocircuito di parole e memorie affiora l’immagine del sangue – da cui il titolo del pezzo – che mette in relazione i due performer che si muovono sul tappeto tra giochi di luci e suoni.
Uno spettacolo senz’altro più sperimentale che testimonia la varietà della rassegna.

Women

Presente nel programma del festival con ben due coreografie, anche Sasha Waltz.
Oltre a Kreatur, coreografia presentata a inizio giugno al Radialsystem, per la prima volta la compagnia porta in scena Women.
Nella suggestiva cornice della St. Elisabeth Kirche, un gruppo di 20 donne da vita a una performance intensa e piena di pathos.
Esibendosi in una danza ricca di simbolismi, fatta di svestizioni e rituali arcaici, le donne di Saha Waltz, sedute intorno a un tavolo triangolare – inspirato all’opera femminista The Dinner Party di Judy Chicago – tra cerimoniali sacri, momenti ludici e giochi saffici, esplodono in urla, pianti e risate liberatorie, per ritrovarsi unite in un sodalizio interamente al femminile.

Insomma, anche quest’anno Tanz im August regala una kermesse molto ben assortita, assolutamente da non perdere!